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Psicologia Adolescenza

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Psicologia Adolescenza

L’attenzione che si rivolge ai bambini che stanno crescendo e diventano adolescenti impone anche una buona conoscenza e una attenzione Psicologia Adolescenza .Ci sono molti psicologi che si sono specializzati proprio nella Psicologia Adolescenza poiché esso è uno momento particolarissimo della vita di ogni uno di noi e dove si va a creare l’adulto di domani. Una buona attenzione alla crescita emotiva e comportamentale nello stadio che va dai 10 ai 17 anni crea dei soggetti utili nella società e, allo stesso modo, anche persone che non hanno problemi gravi al livello di emotivo.Occorre anche notare che proprio tale attenzione è nata anche dal governo che ha imposto o comunque richiesto uno psicologo in diversi ambiti scolastici con riferimento proprio alle scuole medie e ai licei. Purtroppo non ci sono tutti gli istituti che hanno deciso di usufruire di questo medico, ma in realtà, in base già ai nuovi risultati che si sono evidenziati in coloro che hanno adottato proprio uno psicologo in sede, un aiuto migliore e continuativo verso gli adolescenti che, molto spesso, si ritrovano soli.La Psicologia Adolescenza sta diventando una di quegli studi su cui si concentrano diverse ricerche poiché, oltre a essere già consapevoli di questo dettaglio di vita molto particolare, stanno cercando di capire anche i nuovi problemi che nascono dal mondo digitale.Iniziamo proprio a riassumere quale sia l’importanza e quando i genitori devono preoccuparsi o interessarsi alla salute mentale dei propri figli. Anzi, il riferimento ai genitori che spesso si voltano dall’altro lato o sono eccessivamente iper protettivi, occorre valutare proprio quali influenza essi hanno sui figli.I genitori, almeno allo stato attuale, si suddividono in due tipologie specifiche, vale a dire:- Iper protettivi- ColpevoliI soggetti iper protettivi, vale a dire quei genitori che danno sempre per scontato che il loro figlio sia perfetto, non notano eventuali problemi gravi e danno sempre la colpa agli altri in caso di comportamenti anomali nei propri figli, sono da considerarsi i primi soggetti da analizzare.Purtroppo oggi ci sono degli esempi eccessivi di questo modo “deviato” di amare i propri bambini. La protezione che si ha verso i bambini deve essere adeguata e rapportata allo stato emotivo del bambino stesso, alle caratteristiche della famiglia e anche alle eventuali “ioni” che sono utili a far crescere in modo sano proprio quest’individuo.Purtroppo, un soggetto iper protettivo, difficilmente si fa aiutare da persone esterne e vive il proprio compito da genitore come se fosse un capobranco. Questo è il danno maggiore che si ha sulla Psicologia Adolescenza , quella di creare già nell’ambiente familiare l’idea di branco. Il soggetto che è stato eccessivamente iper protetto, quando poi si attraversa l’età adolescenziale o pre adolescenziale, tenderà a creare un branco o allegarsi a amici che hanno un forte carattere o comunque sono maggiormente apprezzati dai coetanei.Il secondo genitore che troviamo attualmente è colui dichiarato “colpevole”. In poche parole e lui o lei che tende a prendersi troppe responsabilità e si rende colpevole di tutto quello che gli accade attorno e anche del comportamento del proprio figlio o figli.In questo modo si crea, nel soggetto adolescenziale, la mancanza di rispetto verso la figura genitoriale e si innesca una sorta di pensiero che sono sempre gli altri ad essere i colpevoli delle azioni che essi compiono.In poche parole possiamo dichiarare che, tanti problemi che sono stati evidenziati nella Psicologia Adolescenza , è da rapportarsi al comportamento dei genitori che non è né autoritario né tantomeno responsabile.

Psicologia Adolescenza e comportamenti deviati

Concentriamoci anche su quali sono i sintomi che possono avere gli adolescenti che stanno vivendo un momento molto particolare dove occorre assolutamente un aiuto psicologico.Tra quelli più famosi e preoccupanti ritroviamo:- Bullismo- Disturbi alimentari- Principi di depressione- Autolesionismo violenza contro gli altri- Pensiero ossessivo di “branco”- Assenza di rispetto dell’autoritàIniziamo proprio con quello che è diventato il più famoso comportamento che negli ultimi anni ha dettato anche gravissime conseguenze, vale a dire il bullismo. Praticamente, i soggetti che sono da dichiararsi come dei bulli, in realtà hanno un comportamento di predominio che è molto esibizionista.Non a caso, proprio nella Psicologia Adolescenza molti bulli sono semplicemente soggetti a una patologia narcisista che sfocia in comportamenti anomali e poco enfatici. Possiamo dichiarare che il bullo è in realtà un soggetto a sociale che sta vivendo il suo momento “di gloria” per farsi grande verso gli altri coetanei.Esso si è creato un personaggio che è invidiato e quindi che gli dona una forte sensazione di potere e di controllo sulla vita. In realtà, i bulli, sono da considerarsi dei soggetti che possono essere anche particolarmente emotivi o comunque avvertono di essere interessanti solo se diventano quasi “buffoni”.Il problema maggiore che si sviluppa nello stadio iniziale del comportamento da bullo e quello che esso può diventa un lato comportamentale quasi indispensabile per la crescita e la psiche del soggetto. Possiamo anche dire che i bulli sono da sempre esistiti e nascono proprio nell’età adolescenziale. Nella Psicologia Adolescenza esso rappresenta anche uno studio molto approfondito della mancanza di simpatia dei soggetti e, allo stesso tempo, anche di una deviazione che parte da una mancata figura autoritaria in casa oppure anche da una figura eccessivamente dittatoriale, come genitore troppo severo, che poi sfoga in una a pagamento fuori l’ambito familiare.Non vogliamo dire che, un bullo deve essere comunque dichiarato come una vittima, anzi occorre che ci sia una cura e una consapevolezza per correggere tale comportamento. Per fortuna grazie proprio alla richiesta di avere degli psicologi direttamente all’interno degli istituti, si stanno già limitando molto i danni di questo momento adolescenziale molto particolare.In base anche ai casi eclatanti che hanno evidenziato il bullismo, i soggetti che poi sono stati “curate” con una buona terapia di gruppo o individuale, essi sono tornati ad essere soggetti sani e particolarmente attenti ai loro stati emozionali.Notare dei comportamenti di accanimento verso un soggetto fragile, comportamento violento o comunque un’eccessiva “ilarità” nel creare dei danni fisici dei motivi degli altri soggetti, è invece proprio di un adolescente dedito al bullismo che deve essere immediatamente aiutato da uno specialista.

Psicologia Adolescenza e disturbi alimentari

La Psicologia Adolescenza cura soggetti che hanno un’età prepuberale, che inizia proprio dai 10 anni, ed è proprio in questa fascia di età che i possono iniziare i primi problemi di disturbi alimentari.Questo problema nasce anche da una modifica e da uno sviluppo nuovo nel corpo del bambino o della bambina. Praticamente essi stanno iniziando a notare un interesse diverso verso l’altro sesso e ad avere degli input interni che non comprendono pienamente. La Psicologia Adolescenza ha evidenziato che molti dei danni che riguardano propri disturbi alimentari iniziano già verso i 9 o 10 anni e sono da riportarsi a una incomprensione della propria bellezza o anche ad un paragone eccessivo con i propri coetanei oppure con i propri “beniamini”.Ovviamente anche l’ambito familiare a una grande influenza proprio su questo cambiamento emotivo. Ponendo il caso di genitori che sono eccessivamente afferenti al loro corpo, sono quasi azionati da una forma fisica perfetta, hanno un’attenzione particolare al cibo, vivono continuamente tra palestra e estetista, possono indurre un pensiero errato nella mente del bambino che sta crescendo. Praticamente esso associa la bellezza estetica a problemi alimentari.La Psicologia Adolescenza cerca di aiutare tali bambini con un linguaggio semplice senza colpevolizzarlo o comunque senza cercare di aumentare quella sensazione di disagio che essi già provano.È importantissimo rivolgersi a dei medici specializzati che possono uscire a correggere tale problema proprio agli albori della sua comparsa.

Psicologia Adolescenza e depressione

nonostante la depressione non abbia mai riguardato in modo specifico la Psicologia Adolescenza , diventando un problema piuttosto marginale o da riferirsi a determinati soggetti che vivevano in ambiti familiare particolarmente complessi o ceto sociale molto basso, oggi si nota che la depressione sta diventando un elemento molto preoccupante nella Psicologia Adolescenza .Come mai si sono sempre più adolescenti che sono depressi? Il motivo è dato dal problema che essi si sentono soli.Non avendo amici con cui parlare, genitori che li possono ascoltare e quindi anche uscire a capire esattamente quale sia la gravità delle emozioni che si provano, ecco che si fa sempre più largo il problema della depressione che si evidenzia anche con comportamenti anomali.I ragazzi e ragazze di oggi, nonostante hanno la possibilità di conoscere e rapportarsi con altri coetanei tramite, in realtà non riescono mai a esprimersi pienamente. In passato, avendo a che fare con una educazione molto più rigida, dove era necessario riuscire a avere dei comportamenti adeguati e anche a stringere dell’amicizia confrontandosi faccia a faccia, si riusciva a sviluppare un soggetto molto più sano.Infatti, la depressione, nasce tendenzialmente per problemi di mancato confronto con esperienze e discussioni con altri soggetti che sono coetanei o comunque che hanno superato subito problemi analoghi.Infatti, evidenziando come nella Psicologia Adolescenza la cura della depressione venga effettuata proprio in gruppo in modo che ci sia quel confronto che è importantissimo in questa età e che aiuta a capire anche le esperienze degli altri.

La forma di autolesionismo negli adolescenti, ecco perché essi ne sono maggiormente vittime

L’autolesionismo è quasi un comportamento “normale” nella crescita adolescenziale. Purtroppo genitori, che hanno vissuto una adolescenza appartenente ad un’altra generazione, non si rendono conto di quale sia l’entità e la gravità attuale.Ci sono molti giochi perversi che gli adolescenti svolgono in totale silenzio o solo confrontandosi con altri che provano “una sorta di piacere perverso” proprio nell’infliggersi dolore. Tra i casi più eclatanti possiamo citare il Blue whale e il Black out game, conosciuto anche come soffocamento auto indotto.Il motivo di questi giochi che spesso hanno anche esiti mortali e dato da una ricerca di esperienze estreme che possono farli crescere. Proprio perché i soggetti si sentono particolarmente sole, nonostante i genitori siano molto presenti o comunque abbiano una buona cerchia di amici, essi si sentono incompleti. Nella Psicologia Adolescenza questo viene chiamato “momento di transizione”.Purtroppo si tratta di un problema reale, dove sempre più adolescenti rimangono vittime consapevoli di giochi che sono mortali, ma il problema è dato anche dalla loro giovane età e dalla mancanza di esperienze che non fanno capire quale sia la sensazione di morte. Solitamente essi si riesce ad avvertire solo verso i quarant’anni quando si è consapevoli che possiamo morire, purtroppo si tratta di un discorso molto difficile da spiegare perché si tratta di capire che la morte è qualcosa di reale, ma nell’età che va dai 10 fino ai 30 anni, essa a forme diverse di comprensione.Nella Psicologia Adolescenza tale momento di transizione viene spiegato in termini adeguati e molto semplici da capire e che possono essere assorbiti da questi soggetti in modo che si possa anche riuscire a correggere un eventuale stato comportamentale autolesionista.Essi sono anche le vittime più facile da convincere perché si trovano in un periodo della vita dove sono ancora bambini ma pensano di essere già adulti.

Psicologia Adolescenza metamorfosi e capricci

Nella Psicologia Adolescenza sia un periodo di metamorfosi dove è possibile che i ragazzi siano particolarmente capricciosi. Molte le stravaganze che essi adottano in modo da uscire a crescere emotivamente.Ricordiamo che proprio in questa età, essi passano da bambini a uomini o donne, ma in un modo talmente che gli stessi adolescenti non riescono a capire come mai si comportino in tale modo.Ponendo l’esempio di un adolescente particolarmente viziato dove si va a soddisfare ogni invece di aiutarla crescere, semplicemente si va a aumentare quel lato infantile di avere tutto e subito, che poi si andrà a evidenziare anche da adulti. Molti adolescenti sono capricciosi, ma occorre sempre riuscire a garantire quella forma autoritaria e a dire qualche volta di no. Solo in questo modo si ha la sicurezza di riuscire a creare e a far sviluppare degli adulti sani.La Psicologia Adolescenza deve essere seguita da oggetti e persone specializzate in ambito medico e specialmente con riferimento a questa particolare fascia di età e, rivolgendosi propri genitori, occorre che si capiscano quando si sono dei segnali di allarme o delle richieste di aiuto sottintese da parte dei propri figli.
Forse non sapevi che?
Lo psicologo è un professionista sanitario che svolge attività di prevenzione, diagnosi, intervento, promozione della salute, abilitazione-riabilitazione, sostegno e consulenza in ambito psicologico, rivolte al singolo individuo, alla coppia, al gruppo e altri organismi sociali o comunità. Lo psicologo studia, diagnostica e tratta gli stati mentali normali e patologici dei processi cognitivi, emotivi, sociali e comportamentali osservando, interpretando e registrando come gli individui si relazionano tra loro e nei loro contesti. Sono specifici della professione di psicologo tutti gli strumenti e le tecniche conoscitive e di intervento relative a processi psichici (relazionali, emotivi, cognitivi, comportamentali) basati sull’applicazione di principi, conoscenze, modelli o costrutti psicologici. L’attività professionale dello psicologo può inserirsi all’interno di due categorie generali: quella applicativa, che include gli psicologi che esercitano la loro professione e quella orientata alla ricerca o all’insegnamento che include “scienziati” o “studiosi”. All’interno di queste due categorie vi sono psicologi specializzati in uno o più settori, ad esempio: clinico, cognitivo, dell’età evolutiva, dinamico, forense, lavorativo, neuropsicologico, sessuologico, scolastico, sociale e in numerosi altri ambiti; raggiungendo un pubblico molto diversificato: bambini, adolescenti, adulti, anziani, coppie, famiglie, organizzazioni sociali e imprese. Lo psicologo svolge la sua attività professionale sia come libero professionista sia come lavoratore dipendente, presso strutture pubbliche e private.

(fonte Wikipedia)



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